errè scrittura del Reale, ovvero l’impasse che dimora in ogni sapere, enunciazione e pratica discorsiva. Il Reale dimora nell’insistenza sintomatica che causa e disturba ogni pratica, discorso, attività e ogni manifestazione affettiva. Intendiamo questa proposta culturale come uno stare al centro del limite di codificabilità, far scricchiolare le linee di visibilità e di enunciabilità le une contro le altre, piegarle su loro stesse.

err è una serie di intensità, un coagulo di cospirazioni, è il prendere corpo e il farsi movimento di pensieri, atti, sintomi, storie, immagini, pieghe, bruciature, senza gerarchie, senza contabilità. È la molteplicità di un montaggio al contempo contingente e ripetitivo, ovvero un’interrogazione sulla soggettività come processo mai concluso, come linea, dove però “la linea, dal canto suo non smette di spiegarsi a velocità folli”. È il tentativo di annunciare qualcosa di questo desêtre.
La rivista si pone la necessità di spingere i diversi stili disciplinari verso un’impasse rappresentativa e addosso alla propria insistenza sintomatica: la produzione di sapere che ci interessa prende piede solo attraverso montaggi, differenze, discontinuità, urti – mai tramite un accumulo e mai attraverso un corretto dialogo tra saperi. L’esigenza al fondo di questa proposta editoriale è la produzione di convergenze tra diversi registri espressivi attorno a un significante fondamentale, allo scopo di produrre dei cortocircuiti, delle pieghe, degli imprevisti, dei problemi.

err è una rivista la cui causa si condensa nel significante colpo di forbice . Il colpo di forbice serve a mostrare e determinare l’imprevisto e l’impossibilità della struttura, l’intensità che l’attraversa e supera: in tal senso err è anche una rivista politica.
Scrivere del Reale è in un certo senso legato a doppio filo, alla sua sperimentazione. Si tratta di tradire il codice. A questo scrivere in divenire si accosta anche il tema sintomatologico: in una sintomatologia si tratta di chiamare in causa una scrittura che assuma pienamente il rapporto tra pathos e logos, ossia che inscriva un legame tra pensare e soffrire: è in questo senso che si può dire che Err intende trattare il pensiero estetico.

Il nostro metodo guarda alla tecnica dei futuristi russi, la sdvigologija – spostamentologia o smottologia – e a quello che Brecht chiamava Verfremdungseffekt – l’effetto di straniamento.
Intendiamo spostare gli oggetti e i soggetti dai propri contesti verso luoghi inattesi, a volte anche incompatibili. Si tratta di mettere in scena un desiderio a tre dimensioni, di produrre effetti imprevisti, emergenze di Reale, di annusare i contorni delle linee di rappresentatività, di costruire una narrazione per spostamento e condensazione. Si tratta di trovare modi molteplici per scrivere del Reale.
Ogni numero sarà composto da un montaggio stereografico di un gesto: la rivoluzione, il sesso, l’amore, il pianto, il seno, l’equivoco, il misurare, il battito, la pelle, il ridere, etc. Ogni gesto convoca uno sciame di significanti e molteplici risonanze semantiche. Si procede per intensità, senza soluzioni di continuità tra analisi, racconto, reportage, saggio, parola, immagine – ferma o in movimento o addirittura memetica. I lineamenti della scrittura possono incrociare il micro e il macro, il molare e il molecolare, la soggettività e lo spazio urbano, la panoramica sociologica e il punto di vista fotografico, il pedinamento narrativo o la filosofia della natura.

errè un progetto dell’imprevisto, non ha un formato definitivo, inizia il suo percorso di sperimentazione sotto la forma di una newsletter ma non esclude che possa diventare un libro, uno spettacolo teatrale, un oggetto artistico, una performance, una manifestazione pubblica, un murales, una musica, un paio di baffi. La sua stereografia non è solo nella sovrapposizione continua di stili e discipline ma anche nella sua molteplicità di forme. È un colpo di forbici che cade togliendo quote di gravità.

Torniamo al mio discorso e a ciò che intendo perché un discorso sia tale. Per impiegare una metafora lo paragonerò a un colpo di forbici [je le comparerai à un trait de ciseaux]. Dal modo in cui questo colpo di forbici cade nella struttura, questa si rivela per quello che è. Se si fa passare il colpo di forbici da qualche parte, alcuni rapporti cambiano, tanto che ciò che non si vedeva prima si vede dopo. [Si l’on passe le trait de ciseaux quelque part, des rapports changent d’une telle façon que ce qui ne se voyait pas avant se voit après].

(Jacques Lacan, Il Seminario. Libro XVI, Da un Altro all’altro, p. 25).

err is Real writing, that is the impasse which dwells in every form of knowledge, in each statement and in every kind of discursive practice. The Real dwells in the symptomatic insistence that causes and disturbs all practices and discourses, each activity and each emotional manifestations. We consider this cultural proposal as staying/being in the middle of the limit of the codificability, making the lines of visibility and enunciation creak against each other and folding them into themselves.

erris a set of intensities, a clot of conspiracies and it means the taking place and the becoming movement of thoughts, acts, symptoms, stories, images, folds, burns, without hierarchies and without keeping account. Err is the multiplicity of a montage at the same time contingent and repetitive, namely an interrogation on subjectivity as a process that is never finished, as a line, where “the line, for its part, does not stop deploying itself at insane speeds”. It is the attempt to announce something about this désêtre, this disbeing. The necessity to push the different disciplinary styles towards a representative impasse and on its own symptomatic insistence. The production of knowledge that we are interested in take place only through assemblages, differences, discontinuities, collisions and never through a proper/fair dialogue between the different disciplinary fields. The underlying need is the production of convergences between different expressive registers around an essential signifier, in order to produce some short-circuits, some folds, some contingencies and some problems.

err is a review whose primary cause is summarized in the Lacanian scissors’ cut. The scissors’ cut is intended to show and define the Unexpected and the impossibility of the structure as well as the strength that passes through and overcomes it. In this sense, Err is also a political review.
Writing about the Real is somehow closely linked to its experimentation. It means betraying the code. This writing process which is an endless work in progress is also approached by the theme of symptomatology. In a symptomatology, what must be called into question is a writing that fully undertakes the relationship between pathos and logos, which means a kind of writing that establishes a bond between thinking and suffering. This is Err’s approach to deal with the esthetic thought.

Our method look on the sdvigologija, the technique of the Russian Futurists, and on what Brecht called Verfremdungseffekt – the effect of estrangement. We intend to move object and subject from their contexts to unpredicted and sometimes even incompatible places. This means performing a three-dimensional desire and producing unforeseen effects as well as emergences of the Real. It’s about exploring the lines of representativeness and building a narrative that proceeds through displacements and condensations. Each issue our review consists in a stereographic projection of a gesture such as revolution, sex, love, crying, breast, equivocating, measuring, pulsation, skin, laughing, et cetera. Each gesture calls out a swarm of signifiers and multiple semantic resonances. We proceed from one form of intensity to another without interruption and proposing a juxtaposition of analysis, stories/tales, reportages essays words and images – still, moving or even memetic images. Writing features can cross the macro and micro perspective, the molar and the molecular approach, subjectivity and urban space, a sociological overview and a photographic perception, as well as bordering a kind of narrative shadowing or look at natural philosophy.

err is a project of the Unexpected and it has no definitive format. Its experimentation begins as a newsletter but we do not exclude that it could become a book, a film, an artistic object, a performance, a public manifestation, a mural, a piece of music, a mustache. Its stereographic nature emerges not only from the continual overlapping of styles and disciplines but also from the multiplicity of its expressive forms. Err is a scissors’ cut that takes away gravity.

Let us come back to my discourse. To employ a metaphor here that I already used on several occasion to make you sense what I mean by a discourse that is valid. I would compare it to a scissors’ cut [je le comparerai à un trait de ciseaux]. It is through this scissors’ cut in what is called structure, in the way that this happens, that it is revealed for what it is. If one makes the scissors’ cut somewhere, relationships change in such a way that what is not seen before is seen afterwards. [Si l’on passe le trait de ciseaux quelque part, des rapports changent d’une telle façon que ce qui ne se voyait pas avant se voit après]. 

(Jacques Lacan, Seminar XVI. From an Other to the other [Cornac Gallagher’s translation])